Due parole soltanto, per una breve poesia. In Italia quella dei morti sul lavoro è una malattia sostanzialmente insanabile a causa di pesantissime responsabilità politiche e di un livello culturale indegno di una nazione civile. Si tratta di una piaga di dimensioni ormai epidemiche che coinvolge perfino i ragazzi nella cosiddetta “alternanza scuola-lavoro”, abominevole espressione coniata per nascondere l’ennesimo modo per sfruttare tutto e tutti a soli fini di profitto.
Il testo qui sotto è una mia piccola poesia, contenuta nel mio libro di poesie uscito in questi giorni, dedicata proprio a chi, ragazzo, si ritrova in un baleno nella tomba, senza poter più andare a scuola. Come spesso accade (ma non dovrebbe), tocca allo scrittore o al poeta (generalmente inascoltato) dire qualche parola, che si perde poi inesorabilmente nel vento, anche su questi temi.
